{"id":23081,"date":"2023-03-18T21:48:39","date_gmt":"2023-03-18T20:48:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/?page_id=23081\/"},"modified":"2024-02-09T10:15:26","modified_gmt":"2024-02-09T09:15:26","slug":"edizione-1995","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/edizione-1995\/","title":{"rendered":"I Edizione 1995"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;yes&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;center&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; padding_top=&#8221;90&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1679161925500{padding-top: 64px !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;15436&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; qode_css_animation=&#8221;element_from_bottom&#8221; transition_delay=&#8221;1.3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;50&#8243; down=&#8221;0&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>I EDIZIONE<\/strong><br \/>\n1995<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;yes&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; padding_top=&#8221;90&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1679161956123{padding-top: 20px !important;padding-bottom: 64px !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1679172616790{padding-right: 18% !important;padding-left: 18% !important;}&#8221;]<\/p>\n<p>La Firenze antica, la Firenze delle botteghe e dei fondaci medioevali, la Firenze nella quale era privilegio sommo l\u2019essere iscritto ad una delle Arti maggiori o minori perch\u00e9 tale iscrizione sanciva la piena cittadinanza politica, si fonde idealmente con la Firenze di oggi, nella sua rinnovata identit\u00e0 sociale ed artistica, attraverso l\u2019interessante iniziativa ARTIGIANATO E PALAZZO, alla quale il Comune di Firenze ha dato il suo Patrocinio e di cui sono lieto di presentare questo catalolgo.<\/p>\n<p>Le ditte, i laboratori, i singoli qui contenuti non sono solo dei semplici espositori n\u00e9 gli epigoni crepuscolari di un mondo perduto. Sono invece l\u2019essenza medesima, il segnale pi\u00f9 chiaro del prezioso connubio fra tradizione e modernit\u00e0. Artigianato, insomma, nella realt\u00e0 della sua fonte etimologica: arte. Una parola che racchiude in s\u00e9 una formula che \u00e8 garanzia di successo: spirito creativo, culto del bello, unicit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<p>Mario Primicerio<\/p>\n<p>Sindaco di Firenze<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019idea di questa Mostra \u00e8 nata osservando il giardino del nostro Palazzo sul Prato, ammirando il lavoro paziente con cui ogni dettaglio decorativo \u00e8 stato eseguito nel corso dei secoli. Coloro che prestarono la loro opera, mantenendo questo artistico insieme nel solco della tradizione di sempre, erano degli artigiani, che legarono il loro mestiere al rapporto col palazzo.<\/p>\n<p>E precisamente pensando e sviluppando il concetto di tale rapporto, ha preso forma l\u2019iniziativa che oggi abbiamo l\u2019orgoglio di presentare in questo catalogo. La committenza, il vincolo che univa l\u2019artigianato al palazzo, che era s\u00ec il cliente ma anche l\u2019ispiratore di nuove pi\u00f9 raffinate espressioni, \u00e8 l\u2019elemento portante della Mostra. La Firenze antica ritrova qui l\u2019essenza di quello che fu un vanto della sua cultura: l\u2019artigianato. Non fine a se stesso, ma che, tramandato nella Firenze moderna, punta ad un sicuro avvenire.<\/p>\n<p>Desidero ringraziare GUCCI per l\u2019entusiasmo e la sensibilit\u00e0 con cui ha raccolto l\u2019invito a sostenere la nostra Mostra, ed a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione va la mia riconoscenza: Massimo Benvenuti, Alfredo Grifoni, Gerardo Mombelli, Raffaello Napoleone, Bernardo Pianetti della Stufa e Piero Roggi insieme al nostro insostiituibile elettricista Ivo Santi.<\/p>\n<p>Giorgiana Corsini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono sempre in tanti coloro i quali sostengono che gli artigiani siano una specie in via di estinzione, sempre pi\u00f9 rari ed introvabili. Si sbagliano; ed un\u2019ennesima riprova di ci\u00f2 \u00e8 data dalla I edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO botteghe artigiane e loro committenze.<\/p>\n<p>In occasione di visitare il Giardino sul Prato a Firenze ed incontrare una selezione dei migliori artigiani di Italia \u00e8 unica. Tutti i partecipanti, selezionati con cura, che siano essi alla quinta generazione o neofiti della professione, sono accomunati da un sentimento: la passione del fare, con fantasia ed intelligenza, ci\u00f2 che a loro viene richiesto, trovandosi in molti casi ad inventare ci\u00f2 che a nessuno di noi verrebbe mai in mente di domandare loro.<\/p>\n<p>Nelle botteghe degli artigaini di ARTIGIANATO E PALAZZO il tempo non si \u00e8 affatto fermato, come vorrebbe la diceria comune, anzi la ricerca \u00e8 costante; va dall\u2019approfondimento delle tecniche del passato alla ricerca della propria perfezione. Tra loro c\u2019\u00e8 chi ha cominciato in famiglia, chi da dilettante, chi ha frequentato corsi di formazione e specializzazione ed ha continuato poi ad approfondire gli argomenti sui libri; le strade per realizzarsi in questa professione sono certamente tante e tutte comunque contribuiscono a non polverizzare e disperdere, quel patrimonio di cultura non solo &#8220;quotidiana&#8221; che spesso finiamo per ammirare nei nostri tanti musei sparsi per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Guido Clemente<\/p>\n<p>Assessore alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione<\/p>\n<p>del Comune di Firenze<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per la I edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO<\/p>\n<p>La Mostra ARTIGIANATO E PALAZZO \u00e8 nata dall\u2019idea di rivalutare e far meglio conoscere ai giorni nostri l\u2019artigiano e il suo lavoro, come alta espressione di qualit\u00e0 e di tecnica legata alla committenza. Per questo motivo non vogliamo parlare di artigianato artistico, ma invece insistere sull\u2019idea di un artigianato per sua natura &#8220;moderno&#8221; pur nel rispetto della tradizione, intesa per\u00f2 nell\u2019accezione latina del termine, da tradere: portare avanti.<\/p>\n<p>Vogliamo tornare molto indietro nei secoli, alla fine del \u2019400, allorch\u00e9 l\u2019artigiano aveva una forte rilevanza sociale, beneficiando di un rapporto diretto con i cittadini, come detentore dei c\u00e0noni estetici e le botteghe prosperavano attorno al Palazzo, inteso anche come &#8220;vetrina&#8221; e luogo di sperimentazione, nel continuo scambio con la committenza di ogni censo. Sar\u00e0 il Rinascimento, e poi il Vasari alla met\u00e0 del \u2019500, ad esaltare l\u2019artista a scapito dell\u2019artigiano, a renderlo &#8220;divino&#8221; &#8230; dal migliore al migliore ancora, trasformando la bottega in &#8220;studio&#8221;, luogo di pensiero e di unicit\u00e0. Allo stesso modo anche il rapporto con la committenza pi\u00f9 alta, il Palazzo appunto, viene monopolizzato dall\u2019artista, ai danni dell\u2019artigiano. Da quel momento in poi l\u2019ornamento ed il decoro divengono opera d\u2019arte e solo con Ruskin, nell\u2019Inghilterra della met\u00e0 \u2019800, si tenter\u00e0 di rivalutare il lavoro manuale anonimo.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019artigiano \u00e8 considerato spesso come una memoria del passato; ha perso in popolarit\u00e0, \u00e8 accusato a torto di non essersi modificato nel tempo, diventando, da tradizionalista che era, nostalgico, conservatore e schiavo della routine del guadagno. \u00c8 fondamentale comunque che l\u2019artigiano, pur senza rinunciare al suo stesso essere, ricerchi nuove forme e nuovi sbocchi in una ponderata elaborazione dei temi della tradizione antica.<\/p>\n<p>Da queste considerazioni, su queste basi, \u00e8 nata ARTIGIANATO E PALAZZO la cui selezione di partecipanti invitati a mostrarsi nella magnifica cornice del Giardino Corsini sul Prato \u00e8 stata ardua. Certe volte anche solamente entrare in contatto con gli artigiani, se non addirittura in sintionia, \u00e8 stata una vera impresa per la loro proverbiale ritrosia. Ma nel nostro piccolo, pieni di entusiasmo per questo progetto, ci siamo augurati riunendo un folto gruppo di maestri artigiani da ogni parte d\u2019Italia, di catalizzare l\u2019attenzione di un vasto ed attento pubblico su queste tematiche, auspicando un vivo interesse delle parti in causa: gli artigiani ed i loro committenti.<\/p>\n<p>Grazie ad Alessandro Grassi e Debora Cioppi per l\u2019Ufficio Strampa, a Cesarina Bigalli, Manola Chemeri, Fiorella Fanfani ed Elmira Gorini, dell\u2019Amministrazione, per la loro collaborazione e la loro grande pazienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Neri Torrigiani ed Olivella Pianetti della Stufa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota storica sulla Gipsoteca ed il Laboratorio di Formatura<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni del 1800 la Scuola Professionale delle Arti Decorative ed Industriali di Santa Croce, nelle stanze prospicenti il Chiostro del Brunelleschi, accolse la pi\u00f9 intelligente giovent\u00f9 artigiana fiorentina. Trasformata in Istituto d\u2019Arte alle dipendenze del Ministero Pubblica Istruzione, la Scuola fu trasferita negli ampi locali delle Scuderie Reali del Giardino di Boboli a Porta Romana e divenne l\u2019attuale Istituto d\u2019Arte. La nuova sede aveva facilitato il completamento degli insegnamenti culturali ed artistici con quelli tecnico pratici. Il Laboratorio di Formatura fu tra i primi che sorsero nel rinnovato Istituto ed attorno a scultori, fonditori e ceramisti si perfezionarono formatori esperti i quali, specie nel secolo scorso, per incarico dei Direttori dei Musei, di artisti e collezionisti, estesero il lavoro di formatura alla riproduzione in gesso di opere antiche greche, romane e rinascimentali. In Firenze, tra le piccole industrie artistiche della Formatura in gesso, la pi\u00f9 fiorente e rinomata era quella diretta da Giuseppe Lelli al quale la Direzione Generale Antichit\u00e0 e Belle Arti commission\u00f2 la riproduzione di molte sculture. Eseguiti i calchi il Lelli venne in possesso di una raccolta di eccezionale interesse di matrici, di forme e di modelli rilevati dalle sculture originali di ogni parte d\u2019Italia. A Giuseppe Lelli segu\u00ec nella direzione del Laboratorio il figlio Luigi il quale nel 1922 concord\u00f2 con il Professor Salvini, allora Commissario dell\u2019Istituto d\u2019Arte, la cessione per intero della propria collezione all\u2019Istituto stesso. Il Savini dette cos\u00ec inizio al Museo dei calchi con questo primo gruppo di opere. In seguito il Comune di Firenze ed altri Enti, artisti, artigiani e collezionisti hanno donato opere pregevoli al Museo arricchendolo continuamente. La Gipsoteca, riordinata con cura dal Professor Giuseppe Lunardi e dal Professor Giuseppe Guarguaglini ed accresciuta di statue, busti, frammenti rappresenta oggi in Italia la pi\u00f9 importante collezione di modelli in gesso, in particolare per il Rinascimento toscano. La collezione ha carattere didattico, formativo e vuole essere un centro di diffusione e di ricerca per le opere classiche.<\/p>\n<p>Andrea Chiesi[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;yes&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;center&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; padding_top=&#8221;90&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1679161925500{padding-top: 64px !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;15436&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; qode_css_animation=&#8221;element_from_bottom&#8221; transition_delay=&#8221;1.3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;50&#8243; down=&#8221;0&#8243;][vc_column_text] I EDIZIONE 1995 [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;yes&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; padding_top=&#8221;90&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1679161956123{padding-top: 20px !important;padding-bottom: 64px !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1679172616790{padding-right: 18% !important;padding-left: 18% !important;}&#8221;] La&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"full_width.php","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23081"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23081"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25205,"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23081\/revisions\/25205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.artigianatoepalazzo.it\/0ld22\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}